Museo del Monastero

Associazione culturale Museo del Monastero

Principi e Attività

logo-museo-280L’ Associazione culturale, senza scopo di lucro, Museo del Monastero,  è nata dalla profonda esigenza di proporre un evento a lungo termine, ripetibile negli anni, di assoluta qualità e legato al territorio. Da qui la scelta di realizzare uno spazio museale nei suggestivi locali dei saloni sottotetto e nella torre maggiore del castello di Monastero Bormida che ha già il prestigio di essere inserito nel circuito di “Castelli Aperti”.  Un così suggestivo “contenitore”, però, non esprime al meglio le proprie potenzialità se non accoglie in sé contenuti altrettanto importanti e coinvolgenti.

L’Associazione  Museo del Monastero da subito operosa si è dedicata alla realizzazione della grande mostra “Eso Peluzzi e il suo tempo”, allestita dal 28 giugno al 27 ottobre 2013, in collaborazione con l’Associazione Lino Berzoini di Savona e grazie al contributo  dei Comuni di Monastero Bormida, Montechiaro d’Acqui e Roccaverano, Fondazione CRT, Cassa di Risparmio di Asti, patrocinio delle Provincie di Savona, Alessandria e Asti.

Nel percorso espositivo della grande mostra i paesaggi del caro borgo di Montechiaro Alto, dipinti dal Maestro, hanno conosciuto la giusta valorizzazione nella piccola chiesa di Santa Caterina a Montechiaro Alto. A cavallo tra le provincie di Asti e Alessandria è stata inserita la chiesa di santa Maria Annunziata a Roccaverano, splendido scrigno realizzato su progetto del Bramante che custodisce la celebre “Deposizione” di Peluzzi. Permettendo così l’occasione per la riscoperta di uno dei più caratteristici borghi italiani.

Nei saloni del Museo del Monastero si è rappresentata l’intera produzione del Maestro a partire dai primi anni del soggiorno al Santuario di Savona fino alla conclusione a Monchiero.

Al fine di rappresentare il tempo di Eso Peluzzi ed alcuni degli artisti che hanno legato la loro esperienza artistica e di vita con il Maestro cairese, sempre nel Castello di Monastero erano esposti, con due opere ognuno, venti amici: Arturo Martini, Gigi Chessa, Alberto Caffassi, Pietro Morando, Carlo Carrà, Lino Berzoini, Giovanni Battista De Salvo, Ivos Pacetti, Virio da Savona, Giuseppe Gambaretto, Raffaele Collina, Gigi Caldanzano, Carlo Bossi, Mario Gambetta, Emanuele Martinengo, Libero Verzetti, Emanuele Rambaldi, Antonio Agostani, Domenico Valinotti e l’amatissimo “Leonin”, Carlo Leone Gallo.

  • Eso Peluzzi e il suo Tempo” (Monastero Bormida, Montechiaro d’Acqui e Roccaverano 14/6-27/10/2013) in collaborazione con l’associazione culturale Lino Berzoini di Savona; con il contributo dei Comuni di Monastero Bormida, Montechiaro d’Acqui e Roccaverano, Fondazione CRT, Cassa di Risparmio di Asti, patrocinio delle Provincie di Savona, Alessandria e Asti.
  • Il Monferrato. 500 anni di arte. Grandi artisti in un piccolo stato” (Monastero Bormida, 5/07-26/10/2014) in collaborazione con l’associazione culturale Lino Berzoini di Savona; con il contributo del Comune di Monastero Bormida, la Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino; il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Asti, Provincia di Alessandria, Città di Savona, Diocesi di Acqui.
  • “ LENCI. Lo stile italiano in ceramica. Gli artisti e gli epigoni”  (Monastero Bormida, 23/05-25/10/2015) in collaborazione con l’associazione culturale Lino Berzoini di Savona; con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Comune di Monastero Bormida; il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Asti, Provincia di Alessandria, Città di Torino.

Addio-Peluzzi

Eso Peluzzi L’addio al paese natio, 1936 – olio su tela, cm 180 x 120

 

Un po’ di storia…

Originariamente il castello era un monastero e la attuale torre era il campanile. Nel corso del XV secolo fu aggiunta una prima struttura difensiva dai marchesi del Carretto a cui fecero seguito successive ristrutturazioni ed ampliamenti, come l’arco di epoca medioevale che unisce il castello alla torre. La torre, alta 27 metri in stile lombardo, presenta fregi ed archetti pensili realizzati in mattoni e pietre. Oggi il castello ha una facciata seicentesca e mantiene sul retro la loggia cinquecentesca che è anche visitabile. La famiglia Carretto a metà del XIX secolo cedette la proprietà alla famiglia Della Rovere a cui seguì la famiglia Polleri di Genova che la vendette al comune, attuale proprietario.
Antistante al castello la caratteristica alzata a ponte e per accedere all’interno è necessario attraversare la vecchia porta di ingresso nell’antica cinta muraria.

Il castello medievale di Monastero Bormida – veduta dall’alto.

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Domenica 23 APRILE 2017